5 giugno 2024

ELEZIONI EUROPEE DELL'8 E 9 GIUGNO 2024

 Con le elezioni di sabato e domenica giungiamo a un importante appuntamento per capire su quali binari il Vecchio Continente vorrà e dovrà procedere nei prossimi difficili anni.

Le guerre tre Ucraina e Russia e tra Israele e Palestina stanno influenzando negativamente anche le prospettive dell'Unione Europea concentrata ultimamente più su questioni relative al Green Deal che alla creazione di una difesa comune, di comuni piani industriali, di rilancio dell'istruzione e di una efficiente sanità pubblica.

Le guerre in corso ci impongono uno sguardo attento a ciò che sta avvenendo sul Mediterraneo, area che merita di essere rivalutata in fatto di scambi commerciali e culturali, e sui confini dell'Est europeo lungo la linea di tutti quegli Stati che un tempo facevano parte dell'URSS e ora ci chiedono di far parte dell'UE reclamando la necessità di diritti e libertà che hanno permesso decenni e decenni di pace in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

In Italia però i temi principali sono legati alla campanilistica diatriba tra “fascisti” e “comunisti”, categorie oramai sorpassate dalla storia che nel nostro Paese echeggiano come fantasmi.

Molti chiamano questa dialettica "arma di distrazione di massa", del resto i temi nostrani sono complessi quanto quelli europei e affrontarli senza competenze specifiche rischierebbe di fare danni incalcolabili.

Per questo motivo invito tutti a riflettere sull'importanza di eleggere rappresentanti competenti, post ideologici, ma con saldi valori legati alle più nobili tradizioni politiche (liberalismo, socialismo, popolarismo, repubblicanesimo) evitando chimere populiste e odi nazionalisti.

Io ho scelto di votare Azione in questo turno elettorale.

Deluso da anni dalla politica ritengo ora necessario tornare a esprimere il mio voto, non soltanto perché un diritto e senza ombra di dubbio un dovere civico, soprattutto per rivendicare l'utilità di certi temi che trovate nel programma di Azione: clicca qui!

Penso che il partito guidato da Carlo Calenda possa attrarre un'area moderata e riformista, laica e liberalsocialista di cui l'Italia e l'Europa ne avrebbe disperato bisogno proprio per raggiungere con pragmatismo obiettivi di fondamentale importanza verso il lungo cammino che dovrà condurci al benessere sociale e alla prosperità economica.